La parola fotografia deriva da due termini greci, φοσ (luce) e γραφή (grafia), ovvero “scrittura di luce”; ciò significa che attraverso un apparecchio, la macchina fotografica, che sfrutta le conoscenze in ambito fisico, chimico ed elettronico, raffigura la realtà sotto forma di pellicola o di file digitale.

Tralasciando l’evoluzione storica che ha avuto la fotografia, dal 1816, anno in cui fu ottenuta la prima immagine fotografica, oggi la fotografia utilizza, nella maggior parte dei casi, la tecnologia digitale. L’avvento del digitale ha comportato la diffusione della fotografia in maniera capillare, soprattutto per la facilità di fruizione e per il basso costo legato alla produzione della stessa. Basti pensare agli smartphones di ultima generazione, che permettono in qualsiasi momento di avere a portata di mano uno strumento idoneo a rappresentare la realtà circostante.

Ma che cos’è la fotografia in senso lato?

A mio avviso, non è possibile rispondere a questa domanda in maniera univoca. La risposta più immediata potrebbe essere “una rappresentazione della realtà”; ma ci sono tantissime altre definizioni possibili.

C’è chi la definisce un modo per trasmettere un messaggio

Oggi siamo bombardati da immagini in maniera piuttosto costante, nel mondo virtuale, quello dei social e di internet, ed in quello reale: basti pensare ai cartelloni pubblicitari, alle riviste, alla tv. Questo perché le immagini colpiscono l’attenzione dell’osservatore molto di più di quanto possa fare un suono o una parola.
Attraverso di esse si cerca di veicolare un messaggio, nella maggior parte dei casi di carattere pubblicitario. La fotografia, quindi, viene utilizzata, innanzi tutto per promuovere un prodotto o un’azienda.

In questo caso si parla di Fotografia Commerciale.

L’obiettivo della Fotografia Commerciale è promuovere un prodotto, renderlo appetibile al pubblico, creare, quindi, interesse da parte dei clienti.

Quali sono le caratteristiche della Fotografia Commerciale

Questo genere di fotografia, proprio perché la comunicazione è satura di contenuti visivi, deve essere in grado di differenziarsi dal resto.  Deve essere incentrata sul prodotto ed evidenziarne le peculiarità. Deve soffermarsi sui dettagli, affinchè lo stesso diventi interessante per il pubblico e riesca a sopperire al fatto che non può essere toccato con mano. Infatti, una delle problematiche in chi acquista online è rappresentata dall’impossibilità di toccare materialmente il prodotto, per rendersi conto della sua fattura; l’unico mezzo per convincere il cliente a concludere l’acquisto, è l’immagine accattivante del prodotto. Questa, in definitiva, deve rendere il bene assolutamente differente da quello di un competitor e deve evidenziarne le caratteristiche distintive.
Questi sono alcuni esempi di Fotografia di Prodotto.

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C’è chi la utilizza per trasmettere un’emozione

In questo caso l’obiettivo del fotografo è racchiuso in una parola: emozionare!
Ogni scatto ha un impatto emotivo nell’osservatore che dipende fondamentalmente da vari fattori:

  1. La qualità e la composizione dello scatto
  2. La capacità del fotografo di parlare con la fotografia, ovvero quell’insieme di cose che permette che il messaggio emotivo riesca a colpire l’osservatore
  3. L’interpretazione dell’osservatore

Questi elementi contribuiscono in maniera paritaria a far sì che una fotografia colpisca in maniera non indifferente l’osservatore e non passi inosservata.
L’importante è emozionare, ovvero far percepire al fruitore finale dell’immagine quelle sensazioni che colpiscono il fotografo al momento dello scatto: capacità, composizione, tecnica sono elementi importanti, ma ciò che fa la differenza è l’aspetto emotivo. Paradossalmente anche una foto tecnicamente non perfetta, se riesce a trasmettere una forte emozione, diventa vincente.

La Fotografia di Cerimonia

E’ il tipico esempio di fotografia emozionale.

In questo genere di fotografia, secondo il mio punto di vista, gli ingredienti fondamentali sono la spontaneità e la naturalezza, attraverso i quali si riesce a raccontare una storia caratterizzata da emozioni. E’ fondamentale saper regalare emozioni nel modo più semplice possibile, raccontare una giornata indimenticabile, facendo rivivere a chi osserva le immagini, quei momenti ricchi di pathos.

Ecco alcuni esempi di scatti emozionali.

C’è chi vuole raccontare una storia

E’ la fotografia di reportage, un genere che si prefige di raccontare una storia attraverso le immagini. In questo caso gli elementi cardine sono da una parte l’essere umano e la sua correlazione con il territorio che lo circonda, dall’altra il racconto. Quindi c’è un filo conduttore, rappresentato dalla storia, che è un susseguirsi di eventi con un inizio ed una fine, rappresentati tramite immagini. Il fotografo, nelle vesti di un regista, inserisce all’interno di questa storia, i vari personaggi, innanzi tutto per rendere il racconto più chiaro agli occhi dell’osservatore, ma anche perché le storie sono fatte immancabilmente di uomini. Il fotoreporter ha, pertanto, il compito di narrare i fatti accaduti, di trasmettere la realtà a coloro che non sono stati partecipi di quell’evento.

Ecco due esempi di fotografia di reportage: processione del venerdì santo e la processione dei battenti di Guardia Sanframondi.

Il Reportage giornalistico

E’ un particolare genere di reportage specializzato nella narrazione di fatti giornalistici e/o politici.  E’ un genere che ha permesso all’umanità di conoscere i più salienti accadimenti storici. Basti pensare alle fotografie di Robert Capa relative allo sbarco in Normandia nella seconda guerra mondiale o la foto del ragazzo cinese davanti ai carri armati durante la protesta a Pechino in Piazza Tienanmen ad opera del fotografo Jeff Widener. Sono fotografie spesso iconiche che hanno documentato episodi fondamentali della scena politico-sociale mondiale. Ma sono soprattutto foto emozionali. Infatti il reportage è una testimonianza diretta degli eventi rappresentati, ripresi da una parte in modo fedele e dall’altra, cercando di trasferire all’osservatore le emozioni vissute in quel momento.

C’è chi la definisce una memoria storica

La fotografia viene paragonata ad una “memoria storica” di luoghi od accadimenti. In tal caso l’obiettivo è quello di rilevare come si susseguono nel tempo le variazioni della scena. Un esempio di ciò può essere fornito da immagini che documentano lo sviluppo territoriale, ma anche sociale di un luogo. E’ molto interessante verificare i cambiamenti succedutisi nel tempo, e paragonarli con le immagini iniziali; in tal caso la fotografia è come se acquistasse una certa dinamicità, perdendo in un certo senso, la caratteristica tipica di congelare un momento ben preciso.

Tipico esempio potrebbe essere l’immagine di un luogo e la stessa immagine scattata dopo che, nel tempo e nello stesso posto, sono avvenuti dei cambiamenti, che hanno trasformato la scena iniziale.

Ritornando alla domanda iniziale “Che cos’è la fotografia?”, in definitiva è possibile affermare che non esiste una risposta univoca ben precisa. Posso dire che è un modo per rappresentare la realtà, dove ognuno è libero di esprimersi come crede. Di sicuro il denominatore comune a tutte le forme di espressione è il termine emozione; a mio modesto avviso è un qualcosa che non deve mancare, è l’elemento che differenzia un’immagine, è quel qualcosa che fa comprendere il perché una fotografia è stata scattata, è quell’attributo che non fa rimanere l’osservatore indifferente.

E per te, invece, quali sono le caratteristiche imprescindibili che una fotografia deve avere?

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