Fotografia CorporateReportageReportage - Driama Isernia Laboratorio Orafo - Come nasce un gioiello - L'anello, scatola

Fotografia corporate e reportage

La fotografia commerciale corporate è quel genere di fotografia utilizzato da un’azienda per scopi commerciali; attraverso una serie di immagini vengono comunicati al mercato una serie di valori, di caratteristiche, che un’azienda o un prodotto possiede. Più precisamente tramite immagini che evidenziano alcune peculiarità, un’azienda riesce a raccontare il suo dna, i propri punti di forza, i propri prodotti, il capitale umano.

E’ qui che la fotografia corporate si allontana dalla tipica fotografia commerciale per avvicinarsi alla fotografia di reportage; più precisamente si fonde con quest’ultima, per dar vita ad una storia, al racconto di un successo, dal punto di vista commerciale, ma anche umano. Ciò dipende dal fatto che la fotografia, in generale, per sua natura, ha la capacità di trasmettere emozioni ed il reportage è proprio quel genere fotografico che ha l’obiettivo di emozionare, attraverso il racconto di una storia, utilizzando immagini naturali e non costruite. Quindi, se con la fotografia di still life ci si prefige di far risaltare le caratteristiche di un prodotto, evidenziandone i particolari, con la fotografia commerciale corporate si presenta al mercato la struttura organizzativa e produttiva che ha contribuito alla creazione dello stesso.

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Un caso pratico: Driama Laboratorio Orafo

Quella che sto per presentarvi è la storia di un gioiello, la creazione di un anello da parte del Maestro orafo Guido Cogliandro, titolare di Driama Laboratorio Orafo sito ad Isernia.

Guido, oltre ad essere un esperto in gemme preziose, è un professionista che abbina la manualità e la tecnica tipica della scuola orafa tradizionale alla modernità degli studi in 3d, propedeutici all’ideazione del modello da creare. Partendo da uno schizzo cartaceo, interpreta i desideri dei suoi committenti, crea un modello attraverso software 3d di ultima generazione ed, infine, realizza il tutto con la con maestria delle tradizionali tecniche orafe. La parte creativa e stilistica è affidata a Daniela Antenucci, sua stretta collaboratrice, nonchè moglie, la quale trasforma l’idea del committente dapprima in uno schizzo cartaceo e successivamente in un modello vero e proprio. Infine viene realizzato il modello 3d.

C’è quindi un lavoro di “squadra” in questa prima fase, dove si uniscono le competenze stilistiche a quelli che sono i vincoli prettamente tecnici.

Come nasce un gioiello

Dopo aver ideato il gioiello, inizia la fase di creazione vera e propria, con la fusione dell’oro bianco e dell’oro rosa.

Qui siamo di fronte ad un momento particolarmente entusiasmante, perché è possibile ammirare un susseguirsi di colori dalle mille sfumature, cromie calde tipiche della fusione si modificano in un attimo per assumere tonalità più fredde. E’ uno spettacolo che ricorda, con le dovute proporzioni, la lava di un’eruzione vulcanica.

Reportage, Driama Isernia Laboratorio Orafo, Come nasce un gioiello, La-fusione dell'oro

Dopo aver creato una lamina di oro pronta per essere lavorata, si procede con il taglio dei pezzi necessari per comporre il gioiello. Viene accuratamente controllato che tutte le misure siano conformi alle specifiche progettuali.

Reportage, Driama Isernia Laboratorio Orafo, Come nasce un gioiello, Taglio Manuale
Reportage, Driama Isernia Laboratorio Orafo, Come nasce un gioiello, Verifica delle misure
Reportage, Driama Isernia Laboratorio Orafo, Come nasce un gioiello, Controllo dei pezzi

Successivamente si inizia a creare quella parte dell’anello sulla quale verranno collocati i diamanti; da progetto questa deve avere una forma curva, ragion per cui è necessario operare con martello e imbutitori e tanta precisione.

Una volta data la curvatura necessaria, si devono creare su di essa gli inserti nei quali incastonare i diamanti. Viene, pertanto, ancorata con del mastice su un fuso

Reportage, Driama Isernia Laboratorio Orafo, Come nasce un gioiello, Curvatura di un pezzo in oro
Reportage, Driama Isernia Laboratorio Orafo, Come nasce un gioiello, Fase di lavorazione
Reportage, Driama Isernia Laboratorio Orafo, Come nasce un gioiello, Fissaggio di un pezzo
Reportage, Driama Isernia Laboratorio Orafo, Come nasce un gioiello, Attrezzi di lavoro

e con bulini di varie dimensioni si iniziano a creare gli inserti dove saranno allocati i diamanti. Si effettua un rapido controllo ravvicinato con l’ausilio della lente d’ingrandimento per controllare che tutto sia a posto.

Reportage, Driama Isernia Laboratorio Orafo, Come nasce un gioiello, L'alloggiamento dei diamanti
Reportage, Driama Isernia Laboratorio Orafo, Come nasce un gioiello, Controllo con lente d'ingrandimento

Si procede, quindi, con la creazione della fascia dell’anello, ovvero quella parte che si avvolge intorno al dito. La fascia viene traforata, limata e preparata affinchè sulla stessa possano essere montati gli altri elementi del gioiello.

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Reportage, Driama Isernia Laboratorio Orafo, Come nasce un gioiello, Lavorazione della fascia con trafori
Reportage, Driama Isernia Laboratorio Orafo, Come nasce un gioiello, Lavorazione della fascia con lima

Una volta che tutti i pezzi sono pronti, si procede con l’assemblaggio finale delle parti in oro e con l’incastonatura dei diamanti.

La lucidatura finale ed un’occhiata di confronto rispetto allo schizzo iniziale rappresentano l’ultima fase del processo.

Reportage, Driama Isernia Laboratorio Orafo, Come nasce un gioiello, Prima dell'assemblaggio
Reportage, Driama Isernia Laboratorio Orafo, Come nasce un gioiello, L'anello finito

Questo è il risultato finale

Reportage, Driama Isernia Laboratorio Orafo, Come nasce un gioiello, L'anello

Lo storytelling

Partendo da questo piccolo reportage, si può facilmente capire la forza delle immagini in un processo di comunicazione e di promozione di un’attività; in particolar modo lo storytelling permette di trasmettere soprattutto quei valori, insiti in un prodotto, che lo rendono unico. Descrivere con immagini come viene alla luce un prodotto, contribuisce ad accrescere il valore dello stesso, rende partecipi del processo produttivo. Provoca nell’osservatore un senso di immedesimazione, crea emozioni, perché fa percepire tutto l’amore che un artigiano mette nel proprio lavoro.

E ciò è ancora più evidente perché fa tornare alla mente che nella società odierna, dove i processi produttivi sono spesso altamente standardizzati, ancora esistono realtà produttive tradizionali.

In questo caso la fotografia trasmette valori, ideali, emozioni!!!

Ciò si verifica con maggior enfasi, quando la fotografia corporate ritrae, oltre ai prodotti, le persone che contribuiscono al successo di un’azienda. In questo caso si può dire che “ci si mette la faccia“! Quale miglior biglietto di presentazione è più efficace dei volti, delle mani, delle rughe, dei sorrisi e degli occhi di chi manda avanti un’azienda?

Si provi ad immaginare la presentazione dello stesso gioiello del Laboratorio Orafo Driama effettuata non attraverso uno storytelling, ma con delle ottime immagini di still life; sicuramente evidenzierebbero un gioiello perfetto, bellissimo, un sogno per molte donne, ma di sicuro nessun osservatore percepirebbe l’amore, la dedizione, la maestria necessaria per crearlo. Sarebbe potuto essere scambiato tranquillamente per un prodotto stupendo, ma industriale e non, invece, come un gioiello unico, che non potrà essere mai uguale ad alcun altro, perché creato artigianalmente.

In questo caso la fotografia crea emozione e, quindi, interesse verso un prodotto, attestandone l’unicità e invogliando l’osservatore all’acquisto.

Se ti va, raccontami di cosa vorresti comunicare con i tuoi prodotti!

Le immagini di questo reportage con una dimensione più grande le trovi  in questa pagina. Buona visione!

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